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10 luglio 1958: la Roma ufficializza l’acquisto di Arne Selmosson dalla Lazio

10 luglio 1958, la Roma di ufficializza l’acquisto del forte attaccante svedese Arne Selmosson dalla Lazio.

Dal sito www.asroma.com

Solo due giocatori hanno fatto centro nei Derby della Capitale indossando entrambe le maglie. Prima di Kolarov nel 2018, l’impresa era riuscita all’attaccante giallorosso Arne Selmosson. Soprannominato “Raggio di Luna” per i suoi tratti nordici, era nato il 29 marzo 1931 a Gotene, nel sud della Svezia.

La data chiave è il 10 luglio 1958. Quel giorno, Selmosson passò dalla Lazio alla Roma per 135 milioni di lire, facendo infuriare i tifosi biancocelesti. Proprio quell’anno, Arne era divenuto infatti vice campione del mondo. La sua Svezia – sua e di Liedholm, che disputò la finale – si era arresa solo al Brasile di un giovane Pelè (e Djalma Santos, Didi, Garrincha, Vavà…).

Le società trovarono l’accordo in un ristorante di via Borgognona di proprietà della famiglia di Egidio Guarnacci, che nella Roma ha giocato per otto stagioni e di Selmosson è stato capitano. Altra curiosità: della delegazione romanista faceva parte Vincenzo Malagò, padre dell’attuale presidente del Coni, Giovanni.

Indossata la casacca romanista, Selmosson segnò al primo Derby disputato da ex: il 30 novembre 1958, Lazio-Roma 1-3. Proprio in relazione alle reti realizzate contro la Lazio, il paragone con Kolarov è statisticamente limitativo. Al netto della differenza di ruoli – Selmosson era una punta, il serbo è un terzino – l’ex biancoceleste Arne fece tre gol alla Lazio nei suoi primi tre Derby. Tutti vinti dalla Roma.

Rimasto in giallorosso per tre stagioni, nel giugno del 2001 Selmosson confessò alla rivista La Roma di avere avuto un solo grande rammarico: “Giocai tutta la Coppa delle Fiere e venni ceduto proprio alla vigilia della finalissima. Non partecipare mi fece rabbia, ma per fortuna la Roma vinse”. Imponendosi sugli inglesi del Birmingham, per la cronaca.

Selmosson con i figli Rogher e Stefan

I figli Rogher e Stefan, che hanno ereditato dal papà la passione per la Roma (“e per metà siamo italiani, nostra madre Anna parla ancora con l’accento romanesco”), descrivono così Arne Selmosson: “Per lui, prima veniva la squadra e poi se stesso. Aveva un buono scatto e calciava molto bene. Saltava ogni ostacolo, cercava sempre di segnare o di servire un assist per i compagni. Non parlava molto, ma quando apriva bocca la squadra si fermava ad ascoltarlo”.

La memoria del padre è rimasta viva soprattutto in patria. “Quasi ogni mese – proseguono i figli – incontriamo delle persone che ci dicono di averlo visto giocare. Grazie all’iniziativa di un giornalista, il Comune di Gotene ha innalzato un monumento a nostro padre. All’inaugurazione, avvenuta anni fa, venne il presidente della Lega calcio svedese, Lars-Ake Lagrell. Si presentò anche Thomas Nordahl, il figlio di Gunnar”. Gunnar che era stato il primo allenatore di Selmosson alla Roma.

Dopo Arne, un altro grandissimo signore svedese farà la storia della Roma: Nils Liedholm. Come ricordano Stefan e Rogher, quando nel 2002 Arne morì, il tecnico della Roma Campione d’Italia 1983 gli rese uno speciale omaggio, dai suoi vigneti nel Monferrato: “Dedicò a papà lo spumante Raggio di Luna”.

Avevano servito entrambi la nazionale svedese. Avevano amato entrambi l’AS Roma.

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