Ricorrenze Giallorosse

Tanti auguri a: Fabio Junior, l’Uragano della As Roma (e alla sua videocassetta) [Video]

Tanti auguri a Fabio Junior, attaccante brasiliano che ha indossato la maglia della As Roma per una stagione e mezza, totalizzando 23 presenze con 5 gol segnati. Arrivato nella Capitale con la nomea di grande attaccante, ribattezzato Uragano Blu dai tifosi del Cruzeiro, Fabio Junior riuscì a partire anche piuttosto bene, segnando due reti nelle prime quattro partite, ma poi venne relegato in panchina prima dal tecnico boemo Zeman e poi nell’anno successivo da Fabio Capello.

Nonostante l’importante esborso economico della società giallorossa con a capo il Presidente Franco Sensi, Fabio Junior non riuscì mai a conquistare né i tifosi, tantomeno gli allenatori che ebbero la ‘fortuna’ di allenarlo. In una intervista rilasciata ad aprile 2020 a Il Romanista, tuttavia, Fabio Junior ha dichiarato di sentirsi ancora molto legato alla squadra giallorossa: “La Roma è sempre nel mio cuore. Faccio il tifo per i giallorossi. I miei ricordi di quel periodo sono i migliori possibili, sia della città che del club. E la tifoseria mi ha sempre trattato con tanto affetto. Avrei potuto aiutare molto di più la squadra ma alcuni problemi inattesi mi infastidirono. La squadra era fortissima, con tanti giocatori che facevano parte delle loro nazionali e di cui in qualche caso ero anche un fan: Aldair, Cafu, Totti, Di Francesco Montella, Candela. Mi aiutarono tutti parecchio. E per quanto riguarda la tifoseria il rapporto è stato speciale fin dal giorno in cui sono arrivato. In tanti mi attesero all’aeroporto con un affetto indescrivibile e anche oggi ricevo loro messaggi di stima. Voglio che sappiano che l’affetto è reciproco. Non dimenticherò mai il mio primo gol all’Olimpico contro la Sampdoria“.

Di seguito l’incipit del racconto dedicato all’attaccante brasiliano contenuto nel libro “Ho dimenticato come si fa gol”, edizioni Efesto.

Fabio Junior, dal libro “Ho dimenticato come si fa gol”

“Pelé, Garrincha, Zico, Rivelino, Falcao, Ronaldo, Ronaldinho. Se è vero che l’Inghilterra è il Paese che ha inventato il gioco del calcio, senza dubbio il Brasile è quello che invece ha dato i natali ai giocatori più forti mai visti sul pianeta terra. Una tradizione iniziata tanti anni fa e che continua anche nel presente. Ogni anno, infatti, sono tantissimi i calciatori brasiliani che approdano in Europa dopo essersi messi in mostra nelle loro squadre di appartenenza.

Ci sono due certezze quando un giovane brasiliano riesce a distinguersi in campo attirando su di sé le attenzioni dei club europei: la prima, che si scatenerà un’asta per assicurarsi le prestazioni del giocatore; la seconda, che ci sarà una corsa contro il tempo per cercare di individuare a quale glorioso calciatore del passato il nuovo baby campione potrebbe assomigliare. “Il nuovo Ronaldo”, “Ecco il nuovo Pelé”, “In Brasile è nata una stella: il nuovo Falcao è pronto per l’Europa”. Titoli che abbiamo letto e riletto puntualmente ogni qual volta una società europea ha mostrato interesse verso un giovane brasiliano promettente.

Fu un po’ quello che successe nella stagione 1998/99, quando in Brasile si iniziò a parlare insistentemente di un calciatore che rispondeva al nome di Fabio Junior. Ventidue anni, di ruolo centravanti, piuttosto fisicato grazie al suo metro e ottantasei di altezza, Fabio Junior si era messo in luce con la maglia del Cruzeiro, con la quale aveva messo a segno diciotto gol in quaranta partite disputate. Non male, visto che nel 1997, anno in cui firmò col club brasiliano di prima divisione, aveva solo vent’anni. Fu così che si meritò anche una bella convocazione nella nazionale maggiore: la Seleçao di Dunga, Cafu, Ronaldo, Leonardo ed Edmundo, tra gli altri, allenata dal commissario tecnico Mario Zagallo”.

“Ho dimenticato come si fa gol”, edizioni Efesto. Per saperne di più: qui.

Forza Roma

Fabio Junior, l’Uragano della As Roma: la famosa videocassetta

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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