AS Roma, riflessioni di fine calciomercato: il giudizio finale sull’operato di Massara

Il calciomercato ha finalmente chiuso i battenti: la Roma ha chiuso la campagna acquisti con nove acquisti, Wesley, El Ayanoui, Ziolkowski, Bailey, Ferguson, Ghilardi, Vasquez, Tsimikas, Zelezny e otto cessioni, Paredes, Shomurodov, Abraham, Solbakken, Saud, Salah-Eddine, Kumbulla, Darboe. Per dare un giudizio sull’operato di Massara partirei da una domanda: Gasperini è soddisfatto di questo mercato? A mio avviso, ci sono diverse considerazioni da fare. La prima: la Roma non ha ceduto nessun big, e questo è senza dubbio un aspetto molto positivo di questo mercato. Sono rimasti Svilar, Ndicka e, soprattutto Kone, tre pilastri di questa Roma. Analizzando la rosa ruolo per ruolo, e partendo dalla difesa, sicuramente gli innesti di Ghilardi (2003), Ziolkowski (2005) ed il ritorno di Hermoso hanno rinforzato il pacchetto difensivo a disposizione di Gasperini, che ha a disposizione 6 giocatori di ruolo per 3 posti. Anche sugli esterni la Roma è migliorata sensibilmente con gli arrivi di Wesley (2003) e Tsimikas che hanno sostituito Saud/Salah Eddine.
Per ciò che riguarda l’attacco un lieve miglioramento è stato apportato con Bailey al posto di Zalewski e Ferguson al posto di Shomurodov. È mancato, però, il colpo richiesto da Gasperini: il 3/4ista sx di piede dx, che avrebbe dato al tecnico un’alternativa molto importante. Perché dietro a Bailey oggi c’è El Shaarawy che, a mio avviso, può essere considerato un ottimo 12esimo ma non un titolare. Dovbyk non è il profilo ideale per Gasp, è vero, ma è pur sempre un ragazzo che al 1° anno in Italia ha segnato 17 gol: aspetterei prima di “buttarlo frettolosamente al secchio”, perché a mio avviso può dare anche lui il suo contributo, come d’altronde ha fatto anche lo scorso anno (10 gol dell’1-0 segnati, tanti pt portati a casa dalla Roma grazie ai suoi gol). Arriviamo, ora, al punto dolente: il centrocampo.
Corta, cortissima la coperta in mezzo al campo, con Cristante, Kone, El Aynaoui e Pisilli, 4 giocatori per due posti che diventeranno 3 dal 21 dicembre quando il marocchino partirà per la Coppa d’Africa saltando almeno Juventus-Roma, Roma-Genoa, Atalanta-Roma (ma poi dipenderà dal Marocco). Era necessario investire sul centrocampo per regalare a Gasperini una quinta alternativa, per mettere ancora più sostanza in mezzo al campo. Premesso che El Aynaoui, per quel poco che lo abbiamo visto, mi piace, mi chiedo: non sarà stato un po’ troppo avventato il suo acquisto come primo colpo di mercato a 25 mln? Soprattutto dopo aver rincorso Rios, che pare ricoprire un ruolo profondamente diverso a centrocampo. Il campo dirà.
Ma le note dolenti non sono finite: un altro aspetto estremamente negativo è stata la gestione del calciomercato di agosto. Eppure a luglio la Roma (Massara) si era mosso con grande ordine, chiudendo cessioni a titolo definitivo di giocatori che alla Roma avevano fatto il loro tempo (va detto, per correttezza, alcune lavorate da Ghisolfi: Zalewski, Le Fée, Dahl). Poi, però, è stato perso un tempo infinito dietro a giocatori che non solo non sono mai arrivati, ma hanno anche creato un fastidiosissimo stallo nel mercato della Roma: Rios e Sancho su tutti. Altra nota negativa, la gestione di Pellegrini e Dovbyk: se si sapeva che anche per Gasperini i due giocatori potevano partire perché si è iniziato a lavorare una loro eventuale cessione solo negli ultimi giorni di calciomercato? Siamo arrivati, infatti, col fiatone a ipotizzare uno scambio secco di prestiti, che sarebbe stato deleterio per la Roma, con il Milan per Giménez (il Milan ha investito forte su Nkunku -quasi 40 mln-, non fa le coppe, dunque avrà rotazioni ridotte. Quanto spazio avrebbe potuto avere Dovbyk? Sarebbe tornato realmente valorizzato?), quando invece la cessione dell’ucraino si sarebbe potuta lavorare con largo anticipo. Stesso discorso su Pellegrini: se era fuori dai piani del tecnico, perché non è stata fatta uscire prima questa notizia che, magari, avrebbe forzato in qualche modo l’uscita del Capitano?
Infine due osservazioni, una positiva, una negativa. Partiamo dalla seconda: la Roma fa una fatica immensa a vendere i propri giocatori, fatica spesso giustificata (spesso a ragione) con la questione degli ingaggi percepiti dai suoi “esuberi”. Ma non può essere sempre una scusante: penso a Kumbulla, che si era reso protagonista di una buonissima stagione con l’Espanyol, e che percepisce 1,5 mln di ingaggio: era così difficile piazzarlo a titolo definitivo? Per carità, non che Massara avesse chissà quanti giocatori da vendere bene sul mercato, ma questa fatica a vendere deve essere assolutamente risolta, perché il trading è l’unico modo, per ora, con cui la Roma può ambire a essere competitiva in campo.
La nota positiva, invece, è il profilo dei giocatori arrivati: tutti molto giovani, tutti (speriamo) fururibili, tutti (speriamo) già bravini, o quanto meno rodati, cioè non apprendisti alle prime armi. Ghilardi viene da 24 partite in Serie A, Ziolkowski da una 40ina di presenze, di cui 12 nelle Coppe, nella massima divisione polacca, Wesley da oltre 100 partite col Flamengo, e così via.
Come giudizio finale dell’operato di Massara propendo per un 6, una sufficienza che è il risultato della media tra il miglioramento di diverse zone del campo, il grosso problema lasciato a centrocampo, la tempistica di alcune trattative, sulle quali la Roma avrebbe dovuto essere più risolutiva e i mancati acquisti di quei profili che Gasperini aveva richiesto espressamente, 3/4ista sx di piede dx su tutti. Che il tecnico possa non essere pienamente soddisfatto è abbastanza naturale: però va detto che questa rosa, rispetto allo scorso anno, è lievemente migliorata. Questo però non vuol dire che la Roma ora abbia l’obbligo di competere per un posto in Champions (il che non esclude che, naturalmente, la Roma debba provarci): non è stato un mercato da quarto posto, lo potrebbe diventare solo nel caso in cui Gasperini facesse il Gasperini, ovvero facendo rendere al massimo ogni giocatore che ha a disposizione. Perché ai nastri di partenza questo non è un mercato da quarto posto: è un mercato che ha senza dubbio migliorato la Roma ma non così tanto da poter ambire di diritto a un posto tra le prime quattro. Poi, naturalmente, sarà il campo a parlare e si porterà via tutte queste chiacchiere.
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