Ci risiamo: a 8 giorni dall’inizio delle gare ufficiali si parla dell’eventuale cessione di Kone, un titolarissimo, per finanziare il mercato. Anzi, per essere più precisi, per generare plusvalenze utili a rispettare il settlement agreement e continuare a operare sul mercato. In pratica significa essersi resi conto oggi, a 8 giorni dall’inizio della stagione, di non avere risorse (leggi plusvalenze) a sufficienza per coprire il mercato, dopo aver speso 50 milioni per Wesley ed El Aynaoui.
Oltretutto, delle sei amichevoli disputate dalla Roma Kone è stato schierato titolare 5 volte. Cedere Kone, data l’impossibilità di reperire offerte degne per Ndicka /Kumbulla/Hermoso/(Dovbyk) e altri (Baldanzi, Pellegrini, Celik etc), significherebbe gettare alle ortiche parte del lavoro fatto in fase di preparazione. Sancho e Bailey potrebbero essere due rinforzi utili, questo è certo, ma la priorità della Roma doveva essere quella di trovare il modo di cedere i giocatori che pesano molto a bilancio e che non sono stati ritenuti indispensabili da Gasperini (ne parlavo qui tre settimane fa): profili che potevano (e possono ancora) permetterti di generare importanti plusvalenze. Se le soluzioni di “ripiego” (intendo cessione Kone o altri titolarissimi) penalizzano il lavoro fatto in fase di preparazione significa che la programmazione non è stata del tutto ben centrata e sarebbe un’ennesima occasione persa. Intanto, tra 8 giorni si comincia e oggi si respira ancora una volta, esattamente come nella scorsa estate, la stessa polvere che venne sollevata dall’incredibile, e mal gestito, caso Dybala.
Ma le similitudini con la scorsa estate non sono finite qui. Oggi è Ferragosto: risale al 4 agosto l’ultima operazione di mercato della Roma con la cessione di Solbakken, mentre l’ultimo acquisto è datato 2 agosto (Ghilardi). Il tempo scorre e manca ancora fare ordine in difesa (Hermoso/Kumbulla/Ziolkowsky) e soprattutto intervenire davanti, oltre a sistemare questo polverone alzato dall’eventuale cessione di Kone. Come lo scorso anno, il mercato della Roma si è arenato a inizio agosto (Dovbyk ufficializzato il 2, poi arrivarono Saud il 27, Saelemakers e Kone il 30, Hermoso e Hummels a settembre). Va bene attendere le occasioni, che servono per puntellare la rosa, ma almeno il 70/75% della squadra dovrebbe essere completato quanto prima. Soprattutto quelle cessioni che sembrano scritte e gli acquisti nei ruoli chiave che servono per completare l’undici titolare nella testa del tecnico. Tra otto giorni iniziano le gare ufficiali e l’eventuale cessione di Kone significherebbe presentarsi contro il Bologna con Pisilli, Cristante ed El Aynaoui a centrocampo. E magari con il nuovo centrocampista che, però, da neo arrivato avrà naturalmente bisogno di tempo per essere integrato. Eppure col Bologna ci saranno in palio i primi tre punti della stagione: ricordate come andò a finire lo scorso anno a Cagliari quando la Roma si presentò con una squadra incompleta?
Risultano utili, però, anche due precisazioni: il trading è fondamentale per rinforzare la squadra e alimentare le ambizioni, sempre che sia ragionato ed equilibrato. Ma più del trading sono importanti le tempistiche: se fai trading a 8 giorni dall’inizio della stagione certifichi che hai sbagliato qualcosa: calcoli, programmi, valutazioni. E non sarebbe la prima volta. L’eventuale cessione di Kone all’Inter sarebbe un’operazione tecnicamente (cioè a livello di campo) negativa per la Roma: perché significherebbe presentarsi alla prima gara ufficiale con un pezzo da 90 in meno e con nuovi giocatori da inserire.
Economicamente, invece, 45 mln+bonus per Kone sono tanti soldi: un’offerta che, se confermata, sarebbe irrinunciabile. Il problema, però, sono sempre i tempi: oltre a Kone in uscita ci sarebbero Ndicka, Kumbulla, Hermoso, Baldanzi, forse Celik, Salah Eddine. Si tratterebbe di un enorme rimescolamento di carte a 8 giorni dall’inizio del campionato: in pratica buona parte della struttura degli 11 costruita in fase di preparazione da Gasperini andrebbe in fumo (Kone, Ndicka/Hermoso, lo stesso Celik hanno giocato spesso da titolari). Preoccupa un aspetto: presentarsi con una squadra molto sperimentale alle prime giornate di campionato, vanificando in parte il lavoro fatto in preparazione. Per carità, i tempi del mercato li decide il mercato, questo vale per la Roma e per gli altri club: ma per l’ennesima volta si rischia di essere poco competitivi a inizio campionato, perché è naturale che bisognerà dare tempo a Gasperini di inserire e fare integrare i nuovi arrivati, e non si potrà pretendere di avere una squadra rodata fin da subito.
Ecco perché programmare è fondamentale: per evitare di ripetere gli stessi errori del passato e farsi trovare pronti il prima possibile. Perché i punti in palio, che siano alle prime o alle ultime giornate, hanno tutti lo stesso valore: sono oro.




