Conferenze stampa

Genoa Roma, Mourinho in conferenza stampa: “È un momento difficile, ma vogliamo vincere”

(asroma.com) Alla vigilia della sfida di campionato tra Genoa e Roma, mister Mourinho ha incontrato i giornalisti a Trigoria nella consueta conferenza stampa.

Queste sono state le sue parole in conferenza stampa in vista di Genoa Roma.

Leggevo un’intervista di Antonio Conte alla Gazzetta, dove parlava delle sue prime settimane al Tottenham: “Qui c’è tutto per lavorare al meglio, ma c’è anche tanto da fare. Bisogna avere pazienza e dovrò essere io bravo a trovarla”. Mi sembra un po’ di ritrovare la situazione della Roma: lei ce l’ha questa pazienza? Soprattutto dopo quello che ci ha detto in settimana Tiago Pinto: “Siamo ambiziosi, ma non faremo un instant team”.

“La prossima domanda”.

Qual è il suo ricordo di Shevchenko?

“Il primo ricordo è la prima volta che l’ho visto giocare. Stavo facendo una lista per il Barcellona, in una partita di Champions. E la prima partita del nostro giorno era PSV contro Dinamo Kiev. È stata la prima volta che l’ho visto giocare. Dopo, la Storia l’ha fatta lui. E c’è poco da dire. Quando diventi Pallone d’Oro, quando vinci la Champions e tanti titoli, sei tu che fai la Storia. Ed è la Storia fantastica di un calciatore fantastico.

Ora, è alla sua prima esperienza da allenatore di club, ma da ct dell’Ucraina ha fatto molto, molto bene. Ha dimostrato chiaramente di avere un’idea, una filosofia, e una leadership. Una leadership magari silenziosa, perché questo è il suo profilo di allenatore. Mi piacere che capitasse a lui quello che è successo a me: alla prima partita ufficiale da allenatore ho perso, e dopo ho vinto tanto. E quindi gli auguro di perdere la prima, per poi avere tanto successo, tanta gioia da tecnico”.

Considerata la doppia positività di Cristante e Villar, Pellegrini può avere un ruolo diverso dal solito, giocando più in mezzo al campo per facilitare l’uscita del pallone?

“Il lavoro fatto durante la settimana, che voi con le vostre fonti avete compreso, finisce nella spazzatura. Nessun dubbio. Tutto quello su cui siamo allenati lo abbiamo perso nel momento in cui abbiamo perso un giocatore importante come Cristante. Con tanti problemi che avevamo già. Per esempio, con tre terzini sinistri fuori.

È chiaro che dobbiamo trovare delle soluzioni e che c’è gente che deve fare il sacrificio di giocare – magari – in posizioni non proprie, adattandosi. Dobbiamo trovare un puzzle che ci permetta di giocare bene, di fare una buona partita, di cercare di portare via punti. Però, è vero, è un momento difficile per noi”.

Pellegrini potrebbe essere uno di questi?

“Questa è una buona opportunità per capire chi di voi è più bravo, perché c’è una sola persona che sa chi gioca domani, e sono io. Non lo sanno i miei assistenti, i giocatori non lo sanno. Nessuno a Trigoria lo sa. Non lo sanno i procuratori. Le vostre fonti non hanno acqua, sono a secco. È davvero strano, ma è successo tutto velocemente. Ovviamente, oggi non ci siamo allenati e anche io avevo bisogno di prendere una decisione. Sarà divertente per voi ragionare su quale sarà l’undici che inizierà la partita”.

A Venezia eravate in emergenza e ha adottato la difesa a tre, quindi ipotizzo che possa riproporla domani. Visto l’imprevisto di Cristante, Zaniolo come può essere schierato con questo nuovo assetto?

“Cristante-Zaniolo: non capisco molto bene la relazione. Non considero Zaniolo un numero 6. Quando Cristante gioca difensore centrale, perché è stata un’opzione per noi, non mi sembra che Zaniolo possa però fare il centrale di difesa”.

Io le chiedevo in quale ruolo potrebbe giocare Zaniolo con la difesa a tre.

“Ma io non le dico se giochiamo a tre o a quattro. Le vostre fonti vi hanno riferito che in due dei tre giorni di questa settimana abbiamo fatto la difesa a tre, ed è vero, lo sapete. Ma ora non vi dico come giochiamo. Nico non è un giocatore che ha influenza in questa situazione dopo l’assenza di Bryan. E tutti sanno le posizioni che può occupare Nico (Zaniolo, ndr)”.

Questa partita presenta tanti punti interrogativi. È questa la difficoltà maggiore? È quasi una gara da giocare al buio?

“Non dico al buio, ma con qualche difficoltà. Anche loro hanno sicuramente qualche difficoltà, perché non sanno come giochiamo noi, e con quali calciatori giochiamo. Ma la difficoltà maggiore per noi due – per me e per Shevchenko – è che tanti giocatori importanti non sono a disposizione. Questa è la mia più grande difficoltà. Quando affronti una squadra che ha un nuovo allenatore, è chiaro che hai più punti interrogativi. Però, come ha detto Shevchenko in conferenza stampa, non sarà tanto la sua idea di gioco, quanto i calciatori che ha a disposizione, per cercare di fare un risultato.

Nel nostro caso, è difficile seguire una linea, perché siamo in difficoltà: non c’è un unico terzino sinistro in formazione, Spinazzola, Vina, Calafiori sono fuori. Anche come difensori centrali siamo in difficoltà, considerato che Cristante – un’opzione per il centrocampo e per la difesa a quattro e per quella a tre – non giocherà.

Sarà difficile, però alla fine sarà Genoa-Roma e il Genoa ha bisogno di punti. Tutti hanno bisogno di punti. E come quasi sempre quando giochiamo noi, sarà come minimo una partita divertente, emozionante, con voglia di giocare, di giocare bene e di vincere. Come tutte quelle di questa stagione, le nostre sono state partite divertenti. Tranne quella di Bodo. In quel caso, è stata divertente per loro”.

A Genova c’è tanto entusiasmo: è un tipo di partita che va giocata subito con grande aggressività o servirà pazienza?

“Io capisco quello che dici. Non solamente i giocatori, e le persone più vicine a Shevchenko, ma ovviamente anche lo stadio e i tifosi. E penso che in questa settimana la nuova proprietà del Genoa abbia subito infuso speranza e motivazione. Sicuramente sarà un ambiente difficile. Stadio bellissimo, ambiente difficile: è quello che vogliamo noi. Da parte nostra, avremo però sempre tanti tifosi – non so, mille o duemila che ci seguono sempre anche fuori casa – e questa per noi è una motivazione.

Qualche volta, le difficoltà rendono più unite le persone. Non voglio parlare di aggressività dal primo minuto, ma di voglia di vincere dal primo minuto. Come dico sempre, possiamo non vincere – ed è capitato già tante volte in stagione – ma non entreremo in campo con un’idea che non sia quella di vincere la partita. Non lo faremo nemmeno in questo momento difficile”.

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